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CORRIPONDENZE | SEMI

È un magazine artistico indipendente con uscita a cadenza semestrale.

Corrispondenze magazine è allo stesso tempo uno spazio cartaceo e una piattaforma di relazione. Un’indagine in divenire che ha come principio fondante il “corrispondersi” e come fine quello di mettere in luce le interconnessioni tra l’abitare umano e il luogo che lo accoglie. 

L’abitare, come lo intendiamo noi, non si ferma sulla soglia della nostra casa, né dietro alle mura della città. Si estende dall’ambiente naturale alla relazione che noi intratteniamo con esso; parla di luoghi, ma anche di rapporti tra le persone che li abitano.

Semi è il titolo del primo numero di Corrispondenze. Si riferisce ai semi racchiusi all’interno dei testi che qui proponiamo. Semi che cadranno al suolo durante la lettura per germogliare in nuove idee attraverso l’interconnessione di stimoli e pensieri.

Corrispondenze | Semiguarda al territorio torinese attraverso il racconto di progetti che indagano lo spazio da un punto di vista artistico, ma anche antropologico, sociale, urbanistico e naturalistico.

Le sezioni di Semi

seme simone_1

TERRITORIO
E AMBIENTE

In questa sezione viene indagata la relazione tra l’abitare umano e l’ambiente. Relazione che prende forma concreta in quello che noi definiamo come territorio, frutto di un delicato rapporto di coesistenza e di corrispondenza tra viventi, punto di contatto con l’alterità.

Erbario Urbano

DI SIMONE SCARDINO

 

INTRODUZIONE DI

ANDREA LERDA E SIMONE SCARDINO

Simone Scardino presenta Erbario Urbano, ricerca che volge l’attenzione al mondo vegetale da un punto di vista eco-antropocentrico a favore di una coesistenza consapevole e funzionale tra natura e cultura. Erbario urbano nasce dalla volontà di conoscere da vicino, instaurando con loro una linea di dialogo, le specie con le quali coesistiamo, con un’attenzione particolare rivolta alla relazione
che esiste tra ambiente urbano e ciò che comunemente definiamo
come “erbacce”.


Andrea Lerda introduce il progetto Erbario Urbano attraverso una breve conversazione con Simone Scardino, donando
spunti e riflessioni che evidenzino l’importanza di recuperare un sentimento di empatia con la natura che ci circonda.
Attraverso la pratica ecopedagogica propone di tornare a coltivare e annaffiare il seme che, dentro di noi, ci collega al mondo di cui siamo parte.

seme prog rescue

COMUNITÀ E PARTECIPAZIONE

Questa sezione prevede l’analisi e la restituzione di esperienze artistiche che abbiano come obiettivo la creazione di spazi, fisici ed immateriali, di condivisione, dialogo e contatto. Luoghi nei quali la partecipazione si presenta come elemento necessario alla relazione.

Conversazione con Progetto RESCUE!

A CURA DI 

PAOLA BOSCAINI E CRISTINA MATERASSI

 

Progetto RESCUE! è un collettivo attivo nelle arti performative.


Nato a Torino nel 2019, si presenta come un gruppo multidisciplinare e interculturale di artisti e studiosi provenienti da Africa,
America Latina ed Europa. Progetto RESCUE! crede nel potenziale trasformativo dell’arte nel territorio in cui agisce e, con i suoi progetti, mira alla costruzione di una rete sociale e artistica
che avvicini le persone alla partecipazione civica e culturale.

In queste pagine di conversazione con alcuni membri del collettivo
si toccano temi di rilevanza sociale quali il ruolo degli spazi pubblici come palcoscenico per un abitare performativo e condiviso
l’importanza dell’incontro con l’Altro e la ciclicità del riscatto.

Peogetto RESCUE! con le sue pratiche semina azioni, valori e concetti. Crea occasioni per “incontri autentici” che rivelano spazi accessibili e totalmente partecipabili.

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FOCUS SUL TERRITORIO

Sezione dedicata all’approfondimento di un determinato territorio, o di esperienze che abbiano a che fare con esso, in relazione alle tematiche approfondite di numero in numero.

«Making a World»

Esplorare la compresenza sul territorio della Dora

DI ALINA ROXANA SALAHORU 

Il fiume Dora è stato per Torino un’importante infrastruttura, sia da un punto di vista economico-produttivo, che morfologico-
urbano. È stato un fiume “di servizio” alla città; in particolare, di servizio alla produzione. Questo ha portato alla nascita
di enclaves produttive e reti di mobilità energetiche, che hanno soffocato e frammentato il territorio del fiume. Dietro ad una
solo superficiale identità post-industriale, questo spazio si rivela molto eterogeneo, un territorio dai diversi “climi” che negoziano
continuamente la loro coesistenza. Cercando di abbandonare un approccio funzionalista per tenere conto della complessa
stratificazione del territorio, e prendendo spunto dalle riflessioni espresse dal filosofo-urbanista Sébastien Marot in «Making a world», l’intenzione è quella di guardare in modo diverso a questo luogo.

Una riesplorazione che si sovrappone all’esplorazione del concetto di compresenza.

seme corrispondenze

FARE
SPAZIO

Restituzione grafica e critica del materiale raccolto durante i progetti svolti all’interno della ricerca FAREspazio. Questi interventi, che originano proprio da un processo di corrispondenza, saranno qui riproposti per continuare una pratica di scambio potenzialmente infinita sulle tematiche di volta in volta affrontate.

Cosa vuol dire per te abitare uno spazio?

DI PAOLA BOSCAINI E CRISTINA MATERASSI

Corrispondenze è un progetto artistico nato dalla collaborazione tra Paola Boscaini e Cristina Materassi. Il suo intento è quello di indagare le forme che l’abitare imprime sull’ambiente. Partendo dalla domanda “cosa vuol dire per te abitare uno spazio?” è stata proposta una pratica artistica partecipativa con lo scopo di strutturare una riflessione condivisa a proposito degli elementi che ogni persona ritiene fondamentali per abitare un luogo. Per noi creare relazioni, condividere percezioni e raccogliere testimonianze individuali si presenta come l’unico modo per comprendere e raccontare come l’essenza dell’abitare si attui in un determinato contesto.

Di cosa abbiamo bisogno per abitare uno spazio? Cosa ci permette di sentircene parte? Quando possiamo dire di abitare veramente un luogo? Che sensazioni proviamo se questo ci viene negato?